L’Europa chiamò…

Nel 1996 entrai in ruolo all’università. Una grande soddisfazione, ma mai grande quanto quella di aver contribuito a una delle più clamorose vittorie di Pirro del mio Paese: l’entrata in Europa. Perché ero appena alla mia seconda busta paga, e cosa si inventa il presidente del Consiglio (onorevole Romano Prodi)? Dai che ve lo ricordate: la tassa per l’Europa! Al danno seguì pure la beffa della restituzione, parziale ed erosa dalla contestuale istituzione di nuove tasse, nel 1999. Sarai curioso di sapere, caro lettore, in nome dei quali abbiamo perpetrato innumerevoli automutilazioni rituali dei nostri redditi, dei nostri diritti, del nostro sistema industriale, sono,  come ricorderò nel testo, infondati nella teoria economica, e riconosciuti per tali nella loro promulgazione.

Ma perché limitarsi ad errare, quando si può perseverare? Eravamo appena usciti da un incubo, lo Sme credibile e ricominciava il percorso verso l’incredibile moneta unica…

1999

     Due nascite: a gennaio l’euro: a maggio il mio primo figlio. Non ha mai visto una lira. Guido, ma non è detto che in futuro non debba vederne. E questa è una promessa, non una minaccia.

2003

Altri due shock. In agosto nasce mia figlia Giulia. Un chilo e duecento: una mini-figlia, insomma, ma tanto buona e bella (detto spassionatamente, va da sé).

Sicuramente anche Peter Hartz avrà trovato belli i mini-job a 400 euro al mese previsti dalla sua riforma del mercato del lavoro, entrata in vigore in Germania nel 2003: il lato oscuro del miracolo economico tedesco. Tanto lui, di soldi, ne guadagnava molti di più, e soprattutto sapeva come spenderli. Mi spiace dirvelo, non vorrei farvi crollare il mito dell’incorruttibilità tedesca. Pare che il bunga bunga piacesse molto anche a lui. Il termine, insomma, sapete cosa significa, no? In tedesco non saprei tradurvelo. Ma, come dire, l’amore è un linguaggio universale. E a noi piace ricordalo così, l’incorrotto estensore della riforma con la quale la Germania ha provato a farci lo sgambetto (riuscendoci, almeno finora).

La crisi

Il resto dovreste ricordarvelo, i nostri solerti informatori avranno provveduto a informarvi. C’è stata la crisi. Ma cosa sapete della crisi?

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